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Parrocchia Santa Maria Porto della Salute

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P. G.B. Pregliasco

La Storia > Gli ex-parroci

P. GIOVANNI BATTISTA PREGLIASCO

(Saliceto 17 gennaio 1884 – Roma 21 gennaio 1971)


Era nato a Saliceto (Cuneo) il 17 gennaio 1884, fu ordinato sacerdote nel 1907. Dopo aver conseguito la laurea in teologia, passò dalla Diocesi di Mondoví alla Congregazione dei Figli di Santa Maria Immacolata. Entrato in Congregazione già sacerdote e laureato ha rinunciando a una non ipotetica carriera nella sua diocesi.
Nel 1916 ha fatto il noviziato a Lugnano in Teverina sotto la guida di P. Antonio Minetti. I voti religiosi li emise soltanto nel 1919 alla fine della prima guerra mondiale alla quale lui, come richiamato, partecipò.
Nel 1931 fu chiamato dall’obbedienza nella Parrocchia di Fiumicino e lí sostituí P. Bruzzone, eletto Superiore Generale, come parroco. Lavorò con tutto l’ardore che aveva; è rimasto famoso il 22 aprile 1935, giorno in cui si celebrarono 32 matrimoni di cui 21 erano situazioni illegittime da regolarizzare.
Ebbe da allora inizio quella sua feconda attività pastorale in tutta la Diocesi di Porto e S. Rufina, che non venne mai meno anche se gravi uffici richiedevano altrove la maggior parte del suo impegno.
Vicario coadiutore, parroco, vicario foraneo, esaminatore sinodale, membro delle principali commissioni diocesane della Diocesi, era visibilmente felice quando poteva rendersi utile con il suo generoso servizio. E benemerito della diocesi lo fu tanto, da averne spesso pubblico e solenne riconoscimento dagli eminentissimi Cardinali, Vescovi e da tutto il clero.
Era profondamente amico del Cardinale Tisserant, Decano del Sacro Collegio, e tra loro la stima era di lega nobile.
Penitenziere della Cattedrale della Storta e nonostante che fosse religioso era anche canonico.
Esplicò la sua lunga e molteplice attività, svolgendo vari uffici: di maestro dei novizi, superiore, procuratore generale e postulatore generale della causa del Frassinetti.
Ha offerto la sua attività in quasi tutte le opere della Congregazione rivestendo anche la carica di Consultore ed Economo Generale. Amava la Congregazione, si sentiva fin nelle midolla “Figlio di Maria” e questa sua disposizione la inculcò nei suoi novizi.
Sempre profondamente signorile e delicato nel tratto, prudente nel consiglio, amabilissimo nei rapporti umani, servizievole quando poteva. La sua discrezione, la sapida parola che rivolgeva con fare paterno conquistava gli animi.
Padre Pregliasco fu soprattutto educatore della gioventù; attraeva a sé con il suo metodo pieno di comprensione, con il suo tratto semplice e rispettoso anche del più piccolo ragazzo. Ed i giovani gli volevano bene e lo seguivano perché lo stimavano, anche se non aveva il loro stesso sprint.
Quando il peso degli anni si fece sentire di più, continuò il suo ministero come confessore in comunità religiose e come direttore spirituale dell’Istituto Ecclesiastico di Roma, facendosi sempre più intensa la sua stessa vita spirituale nella preghiera e nella sofferenza.
È morto accogliendo con serena pietà i doni sacramentali e pronunciando i nome di Gesú e Maria Santissima.
La sua salma riposa nella tomba della Congregazione di Porto.

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